Marcello Veneziani

C’è un’ingiustizia di fondo – dice Marcello Veneziani al Candido – Comportamenti che sarebbero ritenuti imperdonabili alla destra, e che invece la sinistra si permette abbastanza allegramente. Penso alla censura nei confronti di Corradino Mineo da parte di Matteo Renzi e Maria Elena Boschi, o a quella nei confronti dei cosiddetti dissidenti da parte di Beppe Grillo. Così come è possibile rimuovere un prefetto che dice cose di destra, magari con un linguaggio criticabile, ma non si è mai rimosso un magistrato di sinistra, e non mancano casi in cui abbiano detto cose di sinistra con linguaggi altrettanto criticabili.

La sinistra, in Italia, in questo momento storico, sembra più attiva della destra, o di quello che ne resta.
Sì, anche Grillo, che sembrava appropriarsi di un linguaggio di destra, infine è scivolato verso Berlinguer. La destra è stata vista negli ultimi decenni come subalterna a Berlusconi, e non come una forza politica in grado di governare autonomamente. Le responsabilità sono note, ma non mi va di infierire su Fini.

Cosa vedi per il futuro?
Per adesso il grado zero. Mi auguro che scompaia Berlusconi dalla scena politica, questo per cominciare. Poi dovrebbero emergere forze nuove, giovani, che però ancora non scorgo da nessuna parte.

Nessuno di quelli attualmente in campo?
Giorgia Meloni è brava, ma come ho già detto e scritto sembra Titti di Gatto Silvestro in confronto ad altri che al suo cospetto sembrano giganti senza neanche esserlo è carina, sa andare in televisione, ma non la vedo come il futuro della destra.

Buttafuoco, proprio dalle pagine del  Candido, lancia Matteo Salvini come speranza per il futuro.
Sarà che sono terrone, ma a me Salvini sembra sempre quella roba là, la Padania, mentre io sono nazionalista. Per carità, è bravo, ma non lo vedo in grado di rifondare una destra che abbia carattere nazionale. Salvini è sempre una destra che affonda le radici nel Nord.

Ricordiamo che Marcello Veneziani sarà dal 24 giugno in libreria con il saggio, edito da Mondadori, Ritorno al Sud, dove il tratto d’unione si trova nella frase: se il nord guida il mondo, il sud lo sorregge. E parlando con Veneziani non si può non accennare all’annosa questione del rapporto tra la destra e i suoi intellettuali. Negli ultimi anni non mi pare che la politica di destra abbia particolarmente protetto i suoi intellettuali, cosa che invece la sinistra regolarmente fa.
Per carità! Dire che non lo ha fatto negli ultimi anni mi sembra addirittura eccessivamente generoso, non lo ha fatto mai. Berlusconi continua a fare l’editore illuminato, pubblicando tutti con le sue case editrici, ma è impensabile che l’altra parte si comporti alla stessa maniera, anzi, la sinistra fa un punto d’onore della protezione e della divulgazione dei propri intellettuali. La stessa cosa, fosse fatta a destra, procurerebbe scandalo.

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