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The Vice – A caccia del Dx Factor

di Cristiano Boggi

Grande curiosità aleggia intorno all’evento dell’estate politica italiana su cui, però, non sono filtrate che poche indiscrezioni. Per ora l’unica cosa certa è che sono aperti i casting per selezionare i concorrenti del talent show che incoronerà la nuova guida del centro destra. Pare che siano migliaia i giovani e meno giovani incolonnati alle audizioni, in code da esodo ferragostano, con la speranza di essere giudicati all’altezza della prova ordalica di coalizione (non chiamiamole primarie che evocano le scuole basse). Nonostante Silvio 2.0, che in un primo momento si era mostrato entusiasta dell’idea, abbia messo in chiaro che non si farà da parte e che chiunque emergerà dalla gara sarà comunque un leader vicario. Di qui la scelta del titolo del talent, che nell’idea iniziale doveva essere Dx Factor, che sembra si sia attestata su un più prudente “The Vice”. Scopo del reality, a quanto si intuisce dalle poche informazioni che circolano, sarebbe quello di individuare un personaggio che abbia quel “quid” (il famoso Dx factor) che gli permetta di guidare (come secondo pilota, s’intende) quel che resta del Pdl verso una radiosa riscossa.

I concorrenti, divisi in quattro squadre, saranno guidati da altrettanti coaches e si sfideranno in maratone oratorie, confronti televisivi, alterchi virtuali e risse simulate. Insomma tutto quello che non deve mancare nell’armamentario di un provetto (vice) leader. Un piccolo giallo ruota intorno alla figura di Gianfranco Fini che si sarebbe insistentemente proposto come coach ma che la produzione continua a tenere in sospeso perché non si trovano concorrenti che vogliano essere allenati da lui.

Secondo i soliti bene informati qualcuno avrebbe messo in giro, con avveduta abilità, la voce che l’ex Presidente della Camera porti sfiga e com’è noto nell’ambiente dello spettacolo, così come in quello della politica, la superstizione ha un peso assai rilevante.
Più sicura sarebbe la scelta di Toti, sempre pronto a lanciarsi al di là delle linee in guisa di stampella, a rievocare l’atavico ricordo. Grandissimo riserbo anche intorno ai concorrenti che sarebbero già stati profilati. Alcuni rumors rivelano che alla produzione non spiacerebbe una suor Cristina di destra, per compiacere il Vaticano. In assenza, per ora, di ecclesiastici veri e propri potrebbe avere un spazio tale pia Sorella Mariastella, piuttosto che il meno dotato (di quid) ed ex devoto Angelino (con grandissima esperienza da vice). Ma siamo ancora nel campo delle illazioni, così come puramente ipotetica sarebbe la partecipazione dell’outsider Cecchi Paone che, a quanto si dice, sarebbe molto gradito a Vittorio Feltri e a Francesca Pascale. Per non tacer di Giorgia e i suoi Fratelli, alla ricerca inesausta di un posto al sole. Segue poi una ridda di nomi non confermati come quello di Scajola, selezionato a sua insaputa, Alessandra Mussolini che dispone comunque di un brand ben collaudato, Brunetta (si parla di una reunion dei Ricchi e Poveri), Lino Banfi, Pupo, il Trota, l’Ottusangolo e last but not least Dudù, indicato da tutti come il favorito dai pronostici.

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