Direttore Alessio Di Mauro
Condirettore Egidio Bandini
Direttore Responsabile Luciano Lucarini

Ridate il rossetto a Ladylike

di Francesco Borgonovo

Vorremmo tributare ad Alessandra Moretti il meritato onore. Divenuta nota al grande pubblico come portavoce di Bersani, disse che il suo Pier, da giovane era «bello come Cary Grant». E spiegò che invece Matteo Renzi era un giovincello troppo arrogante, una specie di piccolo Berlusconi.
Poi Bersani cadde in disgrazia e la Moretti lo abbandonò al suo destino. Incerta su chi schierarsi, spese parole dolci per tutti i capoccia del Pd disponibili, persino Gianni Cuperlo. Poi, capito che Renzi avrebbe trionfato, si rimangiò tutte le cattiverie che aveva detto e si mise a celebrare Matteo il Magnifico. Ne ricavò una candidatura alle Europee (fu eletta) e un bel po’ di esposizione mediatica.
Dopo di che, Renzi – con un filino di perfidia, diciamolo – le chiese di candidarsi a governatrice del Veneto, come se avesse qualche possibilità di battere Zaia. Lei si candidò. E perse malamente. Ora dice, in un’intervista, di avere pagato le colpe del governo di Matteo, sgradito agli elettori. E, soprattutto, sostiene di essere stata mal guidata dallo staff renziano. La mia campagna elettorale è stata completamente sbagliata, ha detto. Non mi hanno fatto quasi mai andare in televisione dicendo che ero sovraesposta, proprio mentre Zaia era su ogni canale. Mi sono dovuta vestire con un look castigato, da ferrotranviere. In definitiva, hanno cercato di dare un’immagine di me che non era credibile, quella non ero io. Già, ha perso perché l’hanno fatta sembrare meno bella di quanto è in realtà. Non perché è saltata senza vergogna sui carri di tutti i vincitori possibili. Non perché in un’intervista diede della megera alla Bindi (senza tutti i torti) e rivendicò il suo stile “ladylike”, inserendo tra le sue priorità il fatto di andare dall’estetista ogni settimana e di non dimenticare mai il rossetto. Non ha perso perché ha invitato i veneti a mettersi in casa un profugo per prendersi i 35 euro al giorno dal governo e “arrotondare” la pensione. No. Ha perso perché non è stata abbastanza “ladylike”, penalizzata dalla sua bellezza straordinaria. Una perla concessa ai porci.
Fosse entrata in Forza Italia ai bei tempi del Bunga Bunga, avrebbe ottenuto gli stessi risultati: l’avrebbero fatta consigliera regionale, lo stesso incarico che ricopre ora. Però si sarebbe risparmiata tutte le pubbliche umiliazioni. Dai, Alessandra, passa con Silvio. Anche lui, da giovane, era bello come Cary Grant. E Dio sa quanto l’ha pagata cara, la sua bellezza. Quasi quanto te.

No Comments Yet.

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *