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Renzi chiama il babbo indagato

di Ottavio Cappellani

Anche Renzi sbaglia. Spiace essere in possesso di una registrazione audio/video, mandato per sbaglio da Maria Elena Boschi sul Cloud mentre stavano riprendendo una corsa di minipony sul tavolo delle riunioni di Palazzo Chigi. Mentre Applejack sta per vincere su Rainbow Dash ecco che squilla il telefono.

Boschi: – Pronto? Stiamo lavorando. Tutto quello che fa Renzi è pazzescamente ben fatto. Non è vero? Non lo trovi anche tu, tipo, un figo pazzes… Oh… mi scusi, sì, glielo passo subito!

Boschi (a Renzi): è il tu’ babbo.

Renzi (felice, agguanta l’iPhone con la cover di Eataly, un prosciuttone): – Oh babbo, ma quanto mi dispiace che t’ho messo nei guai! Tu già che coi giudici non è che c’avevi proprio tutto questo rapporto bellino! Ma era da tanto che la rabbia la mi covava di dentro. E così me venuta l’idea di tagliargli le ferie, così vedono! Ma non mi aspettavo che infierissero così su di te! Questo dimostra che i magistrati sono più di un partito politico, sono genti che vogliono comandare senza passare dalla democrazia, non come a me che sono stato elet… cioè volevo dire, non come a te che sei stato eletto! No… No… babbo, lasciami finire, lasciami sfogare, che già te tu ne hai dovute e da passare tanto, me lo ricordo quando hai dovuto parlare con il Mike Bongiorno per farmi le domandine facili alla Ruota della Fortuna! Uno come te, nella tua posizione, con tutte le ragazze del Drive In a tua disposizione, costretto a parlare con Mike Bongiorno… No, no, babbo, fammi finire… E tutti codesti che stavano lì a criticarti perché te tu c’avevi intorno la Minetti, e la Carfagna, e chi più ne ha più ne metta! Ma hai visto anche io come la mi dò da fare… confessalo! La ministra con le pere al vento neanche tu! Neanche tu!… No, no, babbo lasciami finire! Ma questa non la sarà una battaglia che la magistratura la può pensarla di vincerla, perché è vergognoso che se la prendano col mi’ babbo, la famiglia non si tocca, chi è che lo diceva? Adesso non mi ricordo! No… no… oh babbo, non mi interrompere! Ti prego, non avercela con me. Io l’ho capito te tu quanti problemi che hai avuto a fare il presidente del Consiglio… Con la troika che ti stava lì a farti saltellare sul pimpero lo spread, e adesso con quella sentenza di vergogna…

 

SI SENTE IL TELEFONINO URLARE: OH GRULLO! MA CHE STAI DICENDO? MA CHE E’ VERO ALLORA CHE TWITTER T’HA CONFUSO IL CERVELLO! SONO TUO PADRE, TIZIANO!

 

Renzi (con la faccia di quando cerca di parlare in inglese): – Tiziano? Il pittore?

Tiziano: – Matteo, ma stai bene? Non credo che lì a Roma hai inziato a farti gli spinotti, o a popparti la cioccolina?

Matteo: – Tiziano, Tiziano? No, non conosco nessun Tiziano. Senta, ma la mi scusi, ma come l’è saltato in mente di spacciarsi per Berlusconi a lei?

Tiziano: – Io?

Matteo: – E tu l’hai detto alla Maria Elena che eri mi’ padre. (Rivolto a Maria Elena): – Confermi Maria Elena?

Maria Elena: – E certo che confermo! Guarda che bell’orecchio che ho.

Matteo: – Sì, hai un orecchio bellissimo e intelligentissimo, ma anche umile e rispettoso. (Quindi, nuovamente alla cornetta): – Adesso chiudo che s’sha da lavorare.

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