Direttore Alessio Di Mauro
Condirettore Egidio Bandini
Direttore Responsabile Luciano Lucarini

Il valore dell’accoglienza

di Alessio Di Mauro

Inutile girarci attorno: sul tema dei migranti questo foglio  ha sempre espresso posizioni sfacciatamente razziste. Già da molto prima che il problema diventasse l’emergenza che abbiamo sotto gli occhi, noi ruvidi esponenti del “male assoluto” approcciavamo la questione con orrende argomentazioni del tipo “aiutiamoli a casa loro”: per anni ­– ovviamente tra una spedizione punitiva e l’altra, a caccia di neri da pestare – abbiamo polemizzato con la società multietnica, sostenendo che la vera solidarietà sta innanzitutto nel garantire a tutti il diritto primario di vivere nella propria terra, conservando intatti i propri costumi e le proprie tradizioni. Che orrore, vero? Vuoi mettere continuare a incoraggiare l’esodo di massa di migliaia di migranti, costringendoli a sradicarsi e a mettersi nelle mani di scafisti senza scrupoli per condannarli poi, una volta raggiunte le nostre malferme latitudini, a una vita da schiavi? è ovvio che per una persona dotata di un minimo di buonsenso non ci sarebbe nemmeno da riflettere, ma per noi invece no. Non c’è speranza alcuna. E così siamo andati avanti senza sosta a profanare il grande tempio della sinistra ecumenica e raffinata dove – tra una lettera di Saviano a Repubblica e un sermone della sacerdotessa laica Laura Boldrini – si celebra il rito quotidiano dell’accoglienza indiscriminata. Un dogma incrollabile per i progressisti “molto umani” della sinistra. Gente capace di cogliere fino in fondo le esigenze degli inferiori proprio come il megadirettore galattico di Fantozzi, Duca Conte Balabam, quello della poltrona in pelle umana.
A differenza di noi barbari dei tempi moderni, questi signori sono dotati di una sensibilità senza pari. Trattasi della celeberrima superiorità morale della sinistra. Loro sì che conoscono perfettamente il valore della vita. Non ha dubbi in merito Luca Odevaine – progressista di provata fede, con un passato da ex vice capo di gabinetto di Veltroni sindaco – secondo il quale un migrante vale la bellezza di un euro al giorno, mica bruscolini: “(…) Gli ho fatto avere altri centri, in Sicilia, in provincia di Roma e quant’altro (…), dovrebbero essere grosso modo un migliaio di persone, insomma so’ mille euro al giorno, quindi trenta mila euro al mese che entrano”. Questi sono i valori in questione emersi nell’intercettazione di una telefonata in cui Odevaine descrive l’accordo con un altro post-comunista doc come Salvatore Buzzi.
Del resto non può essere un caso se a Roma coloro che sono risultati più sensibili al destino dei migranti vengono tutti dalle fila della sinistra: da Mirko Coratti, ex presidente  del Consiglio comunale capitolino, a Daniele Ozzimo, ex assessore alla Casa nella giunta di Marino. Da Guido Magrini, dirigente delle Politiche sociali del Lazio, a Maurizio Venafro, ex capo di gabinetto di Zingaretti. Tutte anime candide, cresciute all’ombra di quella già citata superiorità morale, pronte a fare carte false per un immigrato in più.
E mentre noi, che di candido abbiamo solo il nome,  eravamo lì ad evocare il blocco delle frontiere per arginare l’invasione, loro tendevano le braccia. Un segno di accoglienza? No: un gesto necessario per arraffare più quattrini possibile. State certi che se anche i cosiddetti “viaggi della speranza” fossero dipesi da questi signori, stragi del mare non ci sarebbero mai state: i migranti sarebbero sempre arrivati sani e salvi in massa nei centri di accoglienza targati Coop. Cosa aspettano dunque Orfini e Renzi a sfruttare questa loro straordinaria risorsa interna, assegnando l’appalto per la gestione degli scafisti a Buzzi & Co? Anche la Merkel sarebbe soddisfatta: i compagni, quando si tratta di difendere i valori (ma soprattutto incassarli), diventano efficienti come crucchi e all’occorrenza sono capaci di smuovere il mondo. Quello di mezzo, naturalmente.

No Comments Yet.

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *