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Prendi questa mano… donna rom

di Francesco Borgonovo

Sembra che non possiamo più chiamarli “zingari”. Pare addirittura che Matteo Salvini sia stato bandito da Facebook per 24 ore dopo aver usato in ben due post la maledetta parola incriminata.
Certo, sottometterci al politicamente corretto non ci piace, anzi ci disgusta. Il pensiero dominante ci ripugna, e solo per fare i bastian contrari saremmo disposti a ripetere all’infinito: “Zingari, zingari, zingari…”. Anche perché questa parola non è di per sé negativa, è stata utilizzata per anni senza che nessuno si indignasse, zingari compresi. Ma il vero problema non è questo. Piuttosto, ci chiediamo come faremo d’ora in poi ad ascoltare le nostre canzoni preferite. Tipo Il cuore è uno zingaro di Nicola Di Bari. Se per caso ci venisse di canticchiarla sotto la doccia, che parole dovremmo utilizzare? Dovremmo forse cantare Il cuore è un rom o Il cuore è senza fissa dimora?
Quanto alla mitologica Zingara di Iva Zanicchi? Immaginatela con un testo così: “Prendi questa mano, donna rom dall’aspetto trascurato che forse ha provato a rubarmi il portafoglio ma non lo dico ad alta voce per non sembrare razzista…”. Dai, la versione politicamente corretta di questi brani non funziona. Dovremmo rassegnarci e ascoltare soltanto i Nomadi.
A proposito di insolubili problemi linguistici. Il solito Salvini è stato preso d’assalto da Laura Boldrini – e perfino dal Vaticano – perché ha detto che bisogna “radere al suolo i campi rom”. Di nuovo, si è reso colpevole di usare frasi politicamente scorrette. Intanto, continuano a crollare piloni delle autostrade e scuole varie in giro per l’Italia. Per la serie: se Salvini vuol radere al suolo i campi rom, tutti si incazzano. Ma se questo governo fa di tutto per radere al suolo l’Italia, nessuno si indigna.

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