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Mister Robocop

di RiPar

C’è questo video girato sul campo di calcio di Ciampino dove Fini in grisaglia s’alza da una panchina e con l’agilità di un robot va verso un gruppo di giovani calciatori con il pallone in mano invitandoli a cominciare la loro partita e tirare un rigore. è così che l’ex leader di An annuncia all’Italia la sua ridiscesa in campo politica, lasciando intendere di aver risposto a un’attesa collettiva di milioni di donne e di uomini impazienti di averlo come allenatore del Paese. A Fini non viene nemmeno in mente che di lui si possa avere un’opinione diversa da quella che cognati di ogni ordine grado e obbedienza avuti intorno fino a ieri e giornali della sinistra che lo hanno usato come un’utile idiota gli lasciavano credere si avesse in generale della sua persona.

Fini non sospetta nemmeno di essere referenziato abbastanza male, per usare un eufemismo. Eppure nelle sue mani si sono sciolti due partiti: Alleanza Nazionale è stata liquidata nella fusione con Forza Italia, Futuro e Libertà, il partito che Fini ha fondato per costruire la sua destra moderna alle ultime politiche, ha conquistato lo 0,46% dei voti. Infine il partito che ha indicato agli elettori per le europee, Scelta Civica, è sceso sotto l’1 per cento.

Ecco allora che gli italiani a cui tutto si può dire tranne di non essere un po’ superstiziosi, più che sentire l’esigenza del suo ritorno, quando sentono parlare Fini si giocano al lotto il 47 morto che parla e naturalmente si toccano i coglioni. D’altra parte quel campo di Ciampino con Fini in grisaglia che cammina col pallone in mano mentre parla fuori campo esprime la vitalità d’un camposanto che il Verano a confronto sembra il Maracanà. A Fini piaceva fare il subacqueo, elegantemente passava le vacanze di Natale a Sharm, ora può indugiare per tutto il tempo che vuole in fondali bellissimi. Ha una bella pensione, ha la sua famigliola, sta bene in salute – e gli auguriamo di star sempre meglio – ma perché non si gode un po’ la vita, si legge qualche bel libro (finora quelli che ha scritto, due, sono di più di quelli che ha letto), perché non va un po’ al cinema. Dopo Berretti Verdi e Ombre rosse è uscito dell’altro nelle sale. In uno dei suoi post sul suo sito Fini, a cui non si può dire che manchi la fiducia in sé stesso, qualche settimana fa rassicurava: “Stiamo lavorando al progetto di Libera Destra, dovete avere un po’ di pazienza”. Magna tranquillo Gianfrà. Tranquillo.

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