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Condirettore Egidio Bandini
Direttore Responsabile Luciano Lucarini

L’ufficio di collocamento chiamato Tsipras

di Francesco Borgonovo

Voglio iscrivermi alla Lista Tsipras. Dirò di più: se avessi saputo prima come sarebbero andate a finire le cose, mi sarei iscritto subito. Anzi, sarei stato io a proporre di esportarla in Italia. A quest’ora, probabilmente, sarei al Parlamento europeo, con un bello stipendio intorno ai diecimila euro al mese. Sarò sincero: non me ne frega niente delle idee della Lista Tsipras, ammesso che ne abbia. Il motivo per cui io l’adoro è che è il miglior ufficio di collocamento italiano. L’unico che funziona davvero. Almeno per quel che riguarda i giornalisti e i personaggi dello spettacolo (categorie che talvolta si sovrappongono, a danno di entrambe). Prendete Barbara Spinelli. La sua occupazione principale, fino alle elezioni Europee, consisteva nel vergare terrificanti articoli per Repubblica, roba che in molti Paesi del mondo è equiparata al Valium e viene somministrata soltanto dopo presentazione di ricetta medica. Nel resto del tempo, la signora concedeva interviste al Fatto quotidiano altrettanto soporifere. Bene, sapete dov’è adesso la Spinelli? Al Parlamento europeo. Cioè, diciamo che è stata eletta. Anche perché non è che nei primi tempi l’abbiano vista tantissimo in aula. Comunque, resta che la nostra è passata al vaglio delle urne e ha abbandonato il Valium degli articoli. Il nuovo lavoro le piace così tanto che, dopo aver promesso a tutti di lasciare il posto a qualche giovane di Tsipras in caso di elezione, si è tenuta il posto e se lo gode. Poi c’è l’amico Curzio Maltese. Anche lui è stato eletto. Però a fare solo il Parlamentare europeo si rompe le scatole. E pretende di continuare a scrivere per Repubblica (percependo ovviamente due stipendi). Per la precisione, ci tiene a occuparsi di “cultura”. Evidentemente ha molto tempo libero. O, più semplicemente, si rompe a passar le giornate chino sui documenti della Ue, a studiare il Fiscal compact e gli altri trattati. Meglio, molto meglio, recensire un libro o un film per il suo giornale. Comunque sia, la Spinelli e Maltese hanno trovato un nuovo posto, che di questi tempi non è poca cosa. Merito di Tsipras. Che però, per non scontentare nessuno, avrebbe potuto agire diversamente. La Spinelli non voleva più scrivere, preferendo la politica. Maltese, invece, non vuol smettere di fare il giornalista. In due fanno uno: si dividessero il seggio e amen. Così si libererebbe una poltroncina anche per gli altri. Di giornalisti bisognosi il Paese è pieno.

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