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Le maschere di Pontassieve

di RiPar

Matteo Renzi ha vinto anche il referendum greco, quello dove ha trionfato il “no”, poi ha vinto anche il negoziato tra la Grecia e i suoi creditori: alla fine del vertice Ue ha detto che ha dovuto alzare la voce un paio di volte ma così si è evitata la Grexit. Poi ha fatto sapere che la sua prossima missione è l’Africa. è lì che l’attendono nuove crisi che devono essere risolte: il terrorismo, la fame, la carestia.
Come dite? Che Renzi alla vigilia del referendum greco, complici sondaggi sbagliati che davano la vittoria dei Sì, era allineato, perinde ac acadaver, a Berlino? E che solo dopo la vittoria ufficiale dei No ha cominciato a parlare contro il rigorismo dell’Unione europea? In effetti è vero: fattualmente è così che stano le cose. Ed è vero che Renzi è tornato filotedesco subito dopo che Tsipras ha accettato l’accordo capestro inflitto dalla Grecia. Però sono rilievi questi che si basano sul principio di contraddizione: del tipo se è A non è B e se è B non è A. La realtà effettuale appunto, ma Renzi funziona in modo più complesso. è come se vivesse nel mondo del mito e del sogno, dove il principio di contraddizione non esiste, dove si può essere uomo, donn,  animale, bolla di sapone. Per dire: lui le regionali nella vita reale le ha perse, il Pd ha perso milioni di voti, però lui dice di averle vinte e alla fine sono in tanti a crederci compresi grandi giornali e grandi televisioni; lui promette di fermare la riforma della scuola e di confrontarsi con gli insegnanti perché quella riforma fa schifo e dove va ci sono professori che tentano di sputargli in faccia. Poi però su quella riforma ci mette la fiducia e la blinda in Parlamento. è lo stesso Matteo – che da grande ha detto vorrà fare l’insegnante – a spiegarci l’arcano, a chiarirci perché sembra così spesso entrare in contraddizione. Di Renzi infatti ce n’è più d’uno: c’è il Renzi 1, il rottamatore, il duro, il decisionista; poi c’è Renzi 2, il dialogante. E questi due Renzi si alternano, si contendono la guida dell’inquilino di Palazzo Chigi che cambia a seconda dell’ultimo con cui parla, dell’umore, della telefonata che riceve.
Il premier di Rignano d’Arno non ha dichiarato altre identità. Ma di Renzi se ne possono contare a decine, uno per ogni stagione e per ogni ora del giorno. Un caleidoscopio magico che sarà bello unire in un grande collage alla fine del suo mandato e dell’Italia. Per questo Renzi vince sempre anche quando perde e ha ragione anche quando ha torto.  E per questo l’Italia è un paese meraviglioso.

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