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La lupa zebrata

di Giovanni Vasso

Stefano Esposito è talmente bianconero da sfidare pure l’ipersensibilità delle ultime mohicane femministe che stanno di casa nel Pd. Quando la Juve le buscò in finale dal Barcellona, a Orfini che lo sfotteva replicò attaccando i voyeur che si eccitano a veder le loro donne possedute da altri paragonando questi a tutti gli antijuventini d’Italia.  Ignazio Marino, che è genovese ma affezionato alle foto in bicicletta snobba il pallone maschilista, lo ha fatto assessore a Roma. Gli ha affidato la delega ai Trasporti e lui, tra un bus e l’altro se ne va per radio e giornali a ricordare i bei tempi ultrà del “Roma merda”. Solo gli stolti non l’hanno capito che è un’operazione futurista per strappare i romani de’ Roma al loro bieco passatismo pallonaro.
Mentre che sulla riva giallorossa del Tevere si son sentite urla che manco Mario Brega quando scoprì il genero Verdone in compagnia delle procaci donne di colore – e sulla sponda laziale Marino ha recuperato un mare di consensi – Esposito ha sentenziato: “State fermi ancora ar go’ de Turone!”. E per agevolare il progresso dei retrogradi romanisti, Esposito ha convinto Marino a cambiare qualcosa in città. I Fori Imperiali, ad esempio, diventeranno i Fori Juventini, piazza di Spagna si trasformerà in piazza Platini, via Condotti sarà intitolata a Zinedine Zidane. Sul polveroso Colosseo sarà issato il drappo bianconero, al Pantheon saranno rimossi i Savoia e sarà allestito il Museo della Terza Stella.
A proposito, i nuovi regolamenti comunali prevedono che a ogni coppia di fatto che si iscrive al registro di zio Ignazio sarà regalato l’abbonamento allo Juventus Stadium. Infine, nonostante Casamonica, sarà consentito farsi trasportare al Verano in carrozza. A patto che, a trainarla ci siano decorose zebre. In ogni casa ci sarà il quadro di Bertarelli Franco, alias Venticello, bardato di bianconero in terra tedesca quando fu sgamato dal vetero-romanista Nico Girardi a tifar Vecchia Signora, nell’ultimo film della saga “Delitto al Blue Gay” (coincidenza? Non lo crede manco Adam Kadmon).  L’aveva sempre creduto giallorosso e, invece, dentro di lui si celava un animo bianconero. Sarà lui l’esempio da far studiare a scuola a tutti i pischelletti. Sotto il nuovo simbolo comunale che sostituirà anche quello a palline. Romolo e Remo, ovviamente uno bianco e l’altro nero, simbolo d’integrazione, tolleranza e Juventus.
Il sindaco monco (con protesi prefettizia marca Gabrielli) si bea.  Se i romani(sti) de Roma non lo amano, ebbene, questi dovranno cambiare il loro cuore. Da giallorosso a bianconero, tanto per cominciare. Poi lo arcobalenizziamo. Se l’esperimento funziona, parte il piano Oronzo Canà: Alex Del Piero sindaco di Milano, Francesco Totti governatore del Piemonte, Josè Mourinho amministratore delegato della Fiat.

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