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La certezza dell’ometto

di Egidio Bandini

Cari Candidolettori, in questo periodo di incertezze, dubbi, timori per il futuro nostro e dell’Europa (se qualcuno, poi, ci spiegasse una volta per tutte cosa significa…) il vostro ometto ha un’incrollabile certezza, proprio riguardo il tema più scottante di questi ultimi giorni: la Grecia.
Sì, perché, anche se al momento di scrivere questo articolo non si sa ancora che fine farà Tsipras e, soprattutto, il popolo greco, una certezza a dir poco granitica c’è: vogliamo scommettere chi lo prenderà, ancora una volta, in saccoccia?
Naturalmente noi italiani! Trattati come pezze da piedi (per usare un paragone desueto, ma efficace nel centenario della Grande Guerra), esclusi da qualsiasi vertice che conta, abbiamo sborsato – grazie al “salvatore della Patria” Mario Monti – oltre 40 miliardi di Euro per rimpinguare le esangui casse ateniesi, salvo accorgerci, poi, che era peggio “il tacon del buso”, come si dice in veneto. Ma non è bastato, poiché ancora oggi, nonostante tutto deponga a favore di un’uscita dalla porta di servizio della Grecia dall’Euro, ci affanniamo o, meglio, si affannano il Premier Renzi e la sua corte dei miracoli a dire che non si deve permettere il “Grexit” (anche se sembra il nome di una lozione per combattere la calvizie, significa l’esodo ellenico dalla moneta unica) e che non esisterebbe l’Europa senza Tsipras e la sua compagnia di teatro stabile. E dire che, semmai, i nostri governanti dovrebbero prendere le distanze dall’OXI del referendum voluto da Atene, dal momento che ha ricevuto l’apprezzamento di Grillo, di Vendola e dell’inurbano Salvini.
Ma tant’è: Renzi & Co si sperticano in elogi per la manifestazione di democrazia dei greci e, tentando di minimizzare l’effetto del no (OXI in greco vuol dire no) a quella Troika della Merkel, si arrampicano sugli specchi per dimostrare che, in effetti, nessuno dell’oltre 60% di cittadini ellenici che ha votato contro l’Euro, vorrebbe andarsene da Bruxelles. Per primo Alexis Tsipras: basta che gli si versino pronta cassa sette miliardi sette di eurini, che gli serviranno a pagare i debiti nei confronti proprio di chi questi denari dovrebbe dargli. Sulla fiducia… Ecco perché, visto il trattamento riservato a Matteo Renzi da Merkel, Hollande e via discorrendo, il vostro ometto è strasicuro che saremo proprio noi italiani a ritrovarci nella melma fino agli occhi.
Lo scenario, dunque, potrebbe essere questo: l’Europa (stiamo sempre aspettando che qualcuno ci dica cosa significa…) sborsa i sette miliardini, con i mugugni tedeschi e francesi e Tsipras “Bellicapelli” paga i debiti a breve termine, infischiandosene delle riforme e della ristrutturazione del disavanzo pubblico come, del resto, ha fatto sinora. Quindi, sempre per dar prova di buona volontà nei confronti del popolo greco, capace di tanta democrazia da dire no all’Euro e, nello stesso tempo, sì all’Europa, Bruxelles ridurrà ipso facto il debito ateniese del 30%, per renderlo sostenibile pescando, indovinate dove? Ma proprio in quei 40 e rotti miliardi che sono usciti, come per miracolo, dalle tasche, a suo dire vuote, del loden di Mario Monti.
Non basterà, certo, ma sfrugugliando con percentuali risibili nei debiti verso gli altri Paesi UE, Merkel, Hollande e compagnia briscola riusciranno nell’intento di ridistribuire le perdite: il 40% all’Italia, il restante 60% equamente suddiviso fra i restanti Stati. Cosa ce lo fa pensare? Ma il monito del Fondo Monetario Internazionale: “L’Italia è a rischio contagio!” Da cosa? Dal default greco e, perciò, dovrà dimostrare buona volontà, per far sì che il mostruoso debito pubblico accumulato (oltre 2100 miliardi di Euro) non provochi anche il fallimento del Bel Paese, con buona pace di Matteo #staisereno Renzi. D’altronde i nostri miliardi li abbiamo già versati e, se volessimo mantenere lo spread entro i limiti della sopravvivenza, il governo dovrà di nuovo calare le brache: uno degli sport preferiti di Monti, Letta e Renzi.
Mentre il nostro Premier fa anticamera a Bruxelles, in Italia si suicidano 135 persone (all’8 di luglio…) causa la crisi, i migranti bivaccano a Ventimiglia e si lamentano degli alberghi a tre stelle, aumentano gli italiani che mangiano alla Caritas e dormono per strada. Ma queste sono bazzecole: l’importante è convincere Tsipras a restare nell’UE, costi quello che costi.

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