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Il coniglio nel cappello dell’opposizione

di RiPar

Dicono – i suoi – che Silvio Berlusconi è ritornato. Che adesso Renzi avrà del filo da torcere, perché quando si muove il Cavaliere contro qualcuno sono dolori, dicono che il centrodestra sta per risorgere.
Risolta la grana di Cesano Boscone insomma, e in attesa del pronunciamento della corte europea che potrebbe restituirgli il diritto a candidarsi, il centrodestra conoscerà un’alba nuova. Chissà.
Intanto i messaggi più forti che da questo centrodestra sono arrivati ai potenziali elettori negli ultimi mesi lasciano intendere che questa opposizione che si prepara a dare battaglia allo strapotere del fiorentino di palazzo Chigi ha delle priorità un po’ diverse rispetto a quelle dei suoi elettori.
Maria Vittoria Brambilla per dire, una che con il governo di Berlusconi è stata ministra del turismo, ha proposto una legge per riconoscere al coniglio lo status di animale da affezione. Insomma il coniglio non si può mangiare perché è diventato un animale domestico tanto che secondo le statistiche il buon animale (buono in senso morale, non nel senso della sua preparazione alla cacciatora o al putacchio, non sia mai) è al terzo posto dopo cani e gatti, come animale domestico scelto dagli italiani. “I conigli – ha dichiarato la Brambilla – meritano le stesse tutele di tutti gli altri animali che vivono nelle nostre case o che comunque sono inseriti nel contesto familiare”.
Dice: ma Brambilla è un soggetto particolare. D’accordo, poi però Silvio Berlusconi – che già all’ultima campagna elettorale aveva speso il quarto d’un comizio a Milano per dire che chi ama gli animali è più vicino a Dio – mentre il suo partito si sfascia, con Fitto che pensa alla scissione e Denis Verdini che medita di votare l’Italicum di Renzi, mentre si moltiplicano veleni e intrighi, si preoccupa di smentire una voce sulla sua presunta stanchezza nei confronti di Dudù, il cagnolino arrivato in dote  a palazzo Grazioli con Francesca Pascale.
Sul quotidiano La Stampa Ugo Magri in un ritratto del tramonto di Silvio Berlusconi dice tra altre cose politicamente molto rilevanti, che il Cavaliere avrebbe ormai maturato un fastidio così acuto per Dudù da arrivare all’odio: “In un articolo pubblicato oggi su La Stampa con il titolo I nemici di destra di Silvio, mi vengono attribuite, virgolettandole, frasi assurde e completamente inventate. Tra queste, in particolare, ce n’è una su una mia presunta insofferenza per gli ormai famosi Dudù e Dudina e per gli animali in genere, che smentisco con la massima fermezza”. Matteo stai sereno. Ma davvero stavolta.

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