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Il caudillo fiorentino ripara ad Herat

di Francesco Borgonovo

Il giorno dopo il voto per le Regionali, Matteo Renzi si è presentato davanti ai militari italiani a Herat e ha detto: “Vi chiedo di restare  qui ancora qualche mese”. In verità, la richiesta non era rivolta ai soldati: il premier stava parlando di se stesso. Lui, infatti, sarebbe rimasto volentieri in Afghanistan piuttosto che tornare in Italia. è  toccato al suo staff ricordargli i suoi doveri: “Matteo, ci tocca  ritornare a Roma, lo sappiamo che non vuoi, ma dobbiamo proprio”.
Dopo tutto, come biasimare Renzi? Pensate solo a quanto accaduto con le elezioni regionali. Prima Matteo ha pronosticato un sei a uno per il Pd,  una vittoria schiacciante. Poi, capito che tirava una brutta aria, ha  cominciato a ridimensionare le smargiassate: “Anche un quattro a tre  andrebbe bene”, ha detto. E attorno a lui si poteva annusare la paura. è finita peggio del previsto: cinque a due per il Pd, ma con un corredo di guai non indifferente.
In Campania ha vinto De Luca l’impresentabile, col rischio che non possa nemmeno diventare governatore per via dei suoi guai con la giustizia. In Veneto la renziana Alessandra Moretti (già bersaniana e antirenziana) ha preso una scoppola formidabile da Zaia, rimediando una delle peggiori figure elettorali mai viste. In Liguria ha vinto Toti di Forza Italia, e il Pd ha perso un bel po’ di voti a causa del candidato di Civati.
In sostanza, fare il segretario del Pd e il premier è come combattere in Vietnam armati di una forchetta. Dunque Renzi ha preferito fuggire in Afghanistan piuttosto che restare in patria a rimediare ai casini creati da lui e dalla sua truppa. Pare che per farlo ripartire da Herat abbiano dovuto trascinarlo a forza sull’aereo. Matteo piangeva e pregava di essere condotto a Kabul, o in qualche tana dei talebani, piuttosto che tornare in Italia e dover fronteggiare la minoranza del partito e gli elettori. “Vi prego”, ululava il povero premier, “un colpo di mortaio, una mina, una bomba, ma ancora Rosy Bindi no…”.

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