Alfio Krancic


Nel viaggio di Candido intorno al variegato universo della cosiddetta cultura “non conformista” non poteva mancare una firma storica della satira italiana: Alfio Krancic, attuale vignettista del Giornale con all’attivo prestigiose collaborazioni con le testate che hanno fatto la storia dell’editoria di destra in Italia. Dal Secolo all’Indipendente fino alla Padania. Una delle poche matite non schierate a sinistra.

Allora Alfio, trent’anni di satira “di destra”… oppure, come suggerisce qualcuno, sarebbe preferibile dire “da destra”?

Diciamo satira “fuori controllo”. Nel senso che vista da fuori (parlo per me ovviamente) la mia satira può essere ora di sinistra, ora di centro e  ora  di destra.

Insomma non c’è una collocazione fissa. Varia secondo le situazioni. Faccio un esempio: al tempo della guerra di Bush in Irak secondo il pensiero corrente stare con gli USA era di destra; stare contro era di sinistra. Quindi in quel momento ero fuori posto. Capita alle persone libere.

Cos’è cambiato rispetto a quando hai iniziato tu? Al Krancic vignettista in fondo la Prima Repubblica un po’ manca? In buona sostanza c’era più gusto a bastonare il Caf rispetto a Renzi e la Boschi?

Io sono nato, satiricamente, con Tangentopoli. La Prima Repubblica la ricordo bene. Certo, allora era più facile satireggiare. I personaggi erano sempre i soliti. Oggi le classi politiche cambiano rapidamente. Credi di poter padroneggiare un personaggio e questo nel giro di 24 ore sparisce: Monti, Letta, Renzi e poi i ministri: Severino, Boschi, Madia, Fornero, Riccardi…decine di facce sconosciute durate una stagione. Vuoi mettere con i Gava, gli Scotti, i Martelli, i Cirino Pomicino…

E il cittadino ed elettore Krancic invece che cosa ne pensa? L’Italia ne ha fatti di passi avanti o ci tocca rimpiangere il Pentapartito?

Sì se dovessi scegliere tornerei al Pentapartito. Altra gente.

Della destra cosa mi dici? Quali errori sono stati fatti?

Di errori la destra ne ha fatti a bizzeffe. Ha totalmente ignorato la politica culturale per dirne una. Non  c’è stato dopo il 1994 un colpo d’ala. Solita politica estera appiattita sull’atlantismo, sulla Nato etc. Esaltazione dei valori nazionali in una nazione svuotata di ogni sovranità. Per carità, con la classe politica che si è ritrovata la destra negli anni ’90 è stato un miracolo aver ottenuto certi risultati elettorali. D’altra parte il convento questo passava.

Qualcuno ventila prove di dialogo tra Salvini e Casapound. Potrebbe essere una strada per ricostruire qualcosa?

Sì, potrebbe essere interessante a patto però che Casapound abbandoni certi slogan nazionalistici e si “federalizzi”: che capisca cioè che l’Italia non è un monoblocco etnico-culturale, ma è fatta di tante realtà.

E la satira? Come lo vedi lo stato di salute di questo nostro microcosmo d’incalliti sbeffeggiatori?

Gli spazi di libertà si stanno restringendo  giorno per giorno. La dittatura del politicamente corretto mette continuamente dei paletti alla libertà di espressione, per cui i temi-tabù aumentano. Siamo alla frutta.

Sarà la Rete che ci salverà? O sarà il nostro De profundis?

La Rete è una cosa buona, finché sarà libera. Tuttavia con la Rete non si mangia. è solo una vetrina dove puoi veicolare i tuoi pensieri e le tue idee.

Molti sostengono che sia una vetrina anche per “smanettoni” e dilettanti allo sbaraglio che rischiano di abbassare il livello…

Questo no. La gente sa giudicare. Chi non vale viene ignorato.

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